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I disturbi del comportamento alimentare (DCA)

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie complesse che alterano profondamente la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.

I comportamenti tipici di una persona che soffre di un Disturbo del Comportamento Alimentare sono:

  • digiuno,
  • restrizione dell’alimentazione,
  • crisi bulimiche (l’ingestione una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo accompagnata dalla sensazione di perdere il controllo, ovvero non riuscire a controllare cosa e quanto si mangia),
  • vomito autoindotto,
  • assunzione impropria di lassativi e/o diuretici al fine di contrastare l’aumento ponderale,
  • intensa attività fisica finalizzata alla perdita di peso.

Alcune persone possono ricorrere ad uno o più di questi comportamenti, ma ciò non vuol dire necessariamente che esse soffrano di un disturbo alimentare, in quanto ci sono dei criteri ben precisi che definiscono cosa si intende per “disturbo del comportamento alimentare”.
I DCA, di cui l’anoressia e la bulimia nervosa sono le manifestazioni più note e frequenti, hanno spesso effetti devastanti sulla salute psichica e fisica e possono provocare conseguenze fisiche anche gravissime, quali l’insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari e in alcuni casi portano anche alla morte. Caratteristica essenziale comune ad entrambi i disturbi è la presenza di una alterata percezione del peso e della propria immagine corporea.

Secondo il modello bio-psico-sociale le cause dei DCA sono neurobiologiche e genetiche, psicologiche, relazionali e socio-familiari.

I DCA sono malattie psichiatriche cultural-dipendenti, cioè fortemente correlate con modelli socioculturali contemporanei e sono costituiti a un’intensa polarizzazione psicopatologica sul cibo e sul peso corporeo.
La sintomatologia alimentare è un tentativo di compenso estremo rispetto a problematiche conflittuali inconsce e profonde, e a antiche sofferenze emotive e interpersonali. Il sintomo nelle sue diverse forme è sempre frutto di una storia soggettiva, è uno strumento che la persona utilizza per gestire tematiche angoscianti.

Spesso si riscontrano nella vita di chi soffre di disturbi alimentari perdite affettive importanti, abbandoni e traumi.

Dal punto di vista psicopatologico si riscontra un carente sviluppo del Sé, dello schema corporeo, dell’autostima, dell’identità, dello stile di vita e dell’organizzazione della personalità.

In base al DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) rientrano sotto la definizione di DCA:

L’ anoressia nervosa caratterizzata dal rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l’età e per la statura (peso che rimane al di sotto dell’85% di quello previsto), associato a:

  • intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è sottopeso;
  • alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità dell’attuale condizione di sottopeso;
  • nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

Nell’ambito dell’anoressia nervosa si riconoscono inoltre due sottotipi:

  • con restrizioni: il soggetto non presenta regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione;
  • con abbuffate e/o condotte di eliminazione: (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi,
    diuretici).

L’anoressia si manifesta con una riduzione drastica dell’alimentazione e del peso corporeo: la fame viene negata, viene effettuato un calcolo ossessivo delle calorie, un controllo spasmodico giornaliero del peso. Dietro questa negazione tenace della fame c’è una disperata bramosia, non solo di cibo. La persona anoressica ha fame di tutto: di relazioni, di affetti ed emozioni. Per questa ragione, paradossalmente, rifiuta ogni cosa. E’ nel rifiuto che cerca un’illusoria autonomia da ogni bisogno e desiderio. L’equilibrio che si istalla su un illusorio controllo del corpo-cibo-peso serve per arginare il contatto con le emozioni e le relazioni che non si riescono a controllare e si percepiscono come pericolose.

La Bulimia nervosa viene definita sulla base della presenza di:

  • Abbuffate ricorrenti
    Un’abbuffata è caratterizzata dai seguenti criteri:

    • mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze
      simili;
    • sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad esempio sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si stia mangiando);
  • Ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo;
  • Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte a
    settimana, per tre mesi.

Anche nell’ambito della bulimia nervosa si riconoscono due sottotipi:

  • con condotte di eliminazione: nell’episodio attuale di bulimia nervosa il soggetto ha presentato
    regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici e enteroclismi;
  • senza condotte di eliminazione: nell’episodio attuale il soggetto ha utilizzato regolarmente altri
    comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all’uso inappropriato di lassativi, diuretici e enteroclismi.

La persona di solito attraversa alternativamente fasi anoressiche e bulimiche: quando il controllo sul corpo-cibo-peso non riesce più a reggere si scivola nella bulimia. La persona bulimica ingerisce enormi quantità di cibo che espelle subito dopo attraverso il vomito autoindotto o l’utilizzo di lassativi e diuretici; si tratta di un rituale, quello dell’abbuffata, che nei casi più gravi può essere ripetuto più volte al giorno producendo gravi effetti sul corpo (compromissione di apparato digerente, esofago, denti e capelli).

I vissuti che accompagnano più frequentemente la bulimia sono la vergogna e il senso di colpa per il proprio comportamento.

La persona vive nel momento dell’abbuffata una totale perdita di controllo. Si vorrebbe rifiutare tutto, come nell’anoressia, riprendere il controllo totale, senza però riuscirci. A differenza dell’anoressia, dove il corpo porta i segni evidenti del deperimento fisico, la bulimia non è così visibile: la persona è spesso normopeso.

I Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati (NAS) sono una categoria utilizzata per descrivere quei pazienti che, pur avendo un disturbo alimentare clinicamente significativo, non soddisfano i criteri per una diagnosi piena. In questo gruppo è compreso:

Il Disturbo da alimentazione incontrollata (DAI o Binge Eating Disorder – BED), la cui definizione è recente, è caratterizzato da ricorrenti episodi di abbuffate in assenza delle regolari condotte compensatorie inappropriate tipiche della bulimia nervosa. Si indica una condizione definita da due precise caratteristiche, entrambe necessarie:

  • mangiare in un periodo di tempo circoscritto (per esempio nell’arco di due ore) una quantità di cibo indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo e in circostanze simili;
  • sensazione di perdere il controllo nell’atto di mangiare (ad esempio sentire di non potere smettere di mangiare o di non potere controllare cosa o quanto mangiare).

La ripetizione di tale comportamento con le medesime modalità determina lo sviluppo di una graduale dipendenza ed un conseguente significativo aumento ponderale.
Attraverso lo studio ed il monitoraggio di persone con problemi di DAI è possibile connotare una tendenza ad utilizzare l’adipe come una sorta di barriera posta a protezione dalle emozioni e dalle relazioni.

Si osserva, anche, l’emergere di nuove forme di sintomi alimentari, esempi possono essere la vigoressia e l’ortoressia.
Per vigoressia, anoressia riversa o bigoressia, si intende un disturbo dell’alimentazione differente dall’anoressia nervosa. Caratteristica peculiare di tale disturbo è la continua e ossessiva preoccupazione per quanto riguarda la propria massa muscolare, anche a discapito della propria salute. È l’ossessione per la perfezione del corpo, che riguarda prevalentemente i maschi che si percepiscono sempre come troppo magri e poco muscolosi.

L’ortoressia, viene definita come una forma di attenzione abnorme alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche. Si riferisce all’ossessione maniacale per i cibi sani e scatta quando si passa da un semplice interesse per l’argomento a non poter più toccare una pietanza sulla cui provenienza non si abbiano certezze, modificando la propria alimentazione al punto da non avere quasi altro pensiero. È oggi considerabile come un disturbo dell’alimentazione riconosciuto dal mondo psichiatrico e quindi presente nel manuale diagnostico americano DSM V, come Disturbo Evitante/Restrittivo dell’assunzione di cibo.

Gli studi che seguono i pazienti nel tempo hanno osservato una frequente migrazione dei disturbi dell’alimentazione da una categoria diagnostica all’altra e che verosimilmente esista un “solo disturbo dell’alimentazione” che possa assumere caratteristiche cliniche diverse da un individuo all’altro, ma anche in una stessa persona.

Il trattamento dei disturbi dell’alimentazione ha compiuto numerosi progressi ed è concepito in termini interdisciplinari ed integrati che comporta la collaborazione di figure professionali diverse (nutrizionisti, psichiatri, psicologi clinici, dietisti).

Importanti sono una serie di interventi per la famiglia, nella convinzione, da un lato, che i genitori stessi abbiano bisogno di sostegno e di aiuto e, dall’altro che, se adeguatamente coinvolti e sostenuti essi possano costituire dei validi alleati per i terapeuti e svolgere un’importante azione co-terapeutica che permette di arginare la patologia, impedire l’aggravamento e stabilizzare i cambiamenti.